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	<title>ArtPress &#187; Ars Tua Vita Mea</title>
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		<title>ArtPress &#187; Ars Tua Vita Mea</title>
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		<title>Marton Barabas, musica per gli occhi</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Nov 2006 16:25:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ameliavescovi</dc:creator>
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Pianoforti in disuso promossi ad opere d’arte
Armonia, vibrazioni e  ritmo estetico sono gli elementi salienti dell’innovativa  produzione artistica di Márton Barabás, originale artista ungherese le cui opere sono esposte fino al 2 dicembre presso
la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma. Una personale che vede il ritorno di Barabás in Italia dopo una sua partecipazione, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=artpress.wordpress.com&blog=420802&post=60&subd=artpress&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img src="http://artpress.files.wordpress.com/2006/11/martonbarbas-opera.JPG?w=250" alt="Márton Barabás ruota" align="left" hspace="20" vspace="10" width="250" /><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"></span></p>
<p><strong>Pianoforti in disuso promossi ad opere d’arte</strong></p>
<p><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Armonia, vibrazioni e<span>  </span>ritmo estetico sono gli elementi salienti dell’innovativa<span>  </span>produzione artistica di <strong>Márton Barabás</strong>, originale artista ungherese le cui opere sono esposte <strong>fino al 2 dicembre presso<br />
la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma</strong>. Una personale che vede il ritorno di Barabás in Italia dopo una sua partecipazione, come giovane artista, nel 1980 alla Biennale di Venezia. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Le sue sono opere che sfumano i contorni fra pittura e<span>  </span>scultura, trasformando se stesse in creazioni plastiche integrate perfettamente nell’ambiente che le ospita.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Casse, tavole armoniche, tasti, martelletti e corde di pianoforti ormai in disuso sono gli elementi utilizzati da Barabás come materia creativa di<span>  </span>tutta la sua<span>  </span>produzione artistica. Usati come base di pittura o aggregati in nuove forme, gli elementi di vecchi congegni a corda percossa si trasformano in strumenti di nuove emozioni visive, capaci di ricordare a chi le osserva le motivazioni che sottendono il perché,<span>  </span>al tocco,<span>  </span>un tasto di pianoforte diffonde nello spazio infinite armonie musicali. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">L’estrema raffinatezza delle creazioni<span>  </span>di Barabás, l’immobilità in cui sono costrette, generano in chi le osserva una tensione estrema, peculiarità che trasforma le stesse in opere vive, personificandole e offrendo loro dinamismo e forza. Non sfugge<span>  </span>allo sguardo, l’origine, la matrice puramente materiale dei singoli pezzi che le compongono, ma<span>  </span>ciò che veramente sorprende è l’applicabilità plastica di ogni singolo componente. Ogni opera è una chiara<span>  </span>allusione alla musica, che impossibilitata ormai nella produzione di suoni, riesce a riprodurre ritmi figurativi evocativi di quelli musicali.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Sono opere piene di fascino e mistero. E’ avvicinandosi, focalizzandosi su ciascuna di esse, che si riesce a scoprire la perfezione artigianale di ogni singolo elemento che compone l’opera nel suo complesso. Ed è in questa fusione fra perfezione artigianale e una sua ricomposizione in un nuovo schema artistico che si completa la produzione di Barabás.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></span></span></p>
<p><img src="http://artpress.files.wordpress.com/2006/11/martonbarbas.JPG?w=200" alt="Márton Barabás" align="left" hspace="20" vspace="10" width="200" /><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Non si tratta dell’utilizzo assurdo degli oggetti come poteva accadere nell’arte surrealista. L’artista in realtà inserisce oggetti già finiti, anzi <em>perfettamente</em> finiti, all’interno della trama concettuale delle proprie opere. Non attribuisce loro diverso significato, ma li utilizza come strumento per<span>  </span>rafforzare<span>  </span>la potenza del messaggio contenuto nella sua arte plastica. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Quella che può essere definita “azione estetica” viene così<span>  </span>riportata su un piano più astratto: le singole componenti non assolvono le funzioni abituali, ma si trasformano per eccellenza in elementi visivi e formali.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">In questo modo, componenti minutissimi si inseriscono uno dentro l’altro con un ordine perfetto progettato dall’artista. E’ immediato che si riconoscano le varie componenti di pianoforte che animano l’opera, ed è altrettanto immediata, la percezione da parte dello spettatore del significato profondo che ha portato l’artista a quel tipo di assemblaggi, essenziali,<span>  </span>che da vita alla complessità delle forme che ispirano le sue opere.</span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span></span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Le frequenti allusioni reiterate alla ricchezza del<span>  </span>mondo vegetale e animale ( opere che di volta in volta<span>  </span>ricordano fiori, fossili, conchiglie), hanno l’effetto di suscitare negli occhi dello spettatore suggestioni complesse, che rimandano ai virtuosismi propri della musica barocca. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">Barabás nella sua produzione<span>  </span>fa appello costante ad alcuni archetipi: il movimento continuo, la ripetizione e il dinamismo che trasforma costantemente l’essere in qualcosa di uguale e al contempo diverso che si sviluppa all’infinito. </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"> </span><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;"><span style="font-size:10pt;font-family:Arial;">L’eleganza e l’armonia di ogni sua opera, l’originalità dell’espressione plastica, rendono Márton Barabás uno spirito attivo, testimonianza di<span>  </span>un artista che reagisce in maniera attentissima ai grandi interrogativi della sua epoca.</span></span></span></p>
<p><strong>MAGGIORI INFO:<br />
__________________________________________________</strong><br />
<strong>Márton Barabás</strong> 2 novembre – 2 Dicembre 2006<br />
Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma, Palazzo Falconieri- via Giulia 1, Roma<br />
Tel. 06.6889671 – e mail <a href="mailto:accadung@tin.it">accadung@tin.it </a>– <a href="http://www.magyarintezet.hu/roma" title="Accademia d'Ungheria" target="_blank">http://www.magyarintezet.hu/roma</a><br />
Orario: 10.00-13.00 e 16.30- 19.30, sabato 16.30 &#8211; 19.30 (domenica chiuso). Ingresso libero.</p>
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