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I suq: i colori, i sapori e gli odori della storia.

Ottobre 26, 2009 · Lascia un Commento

I suq: i colori, i sapori e gli odori della storia.


Il Gusto del Trekking

dolcetti e scherzetti camminando in città

” Il gusto del Trekking: dolcetti e scherzetti camminando in città” è il titolo che quest’anno contraddistingue la sesta giornata nazionale del Trekking Urbano” , un’iniziativa promossa dal Comune di Siena per valorizzare i monumenti meno conosciuti di tutta Italia. L’ assessorato  comunale al turismo di Palermo aderisce il 31 ottobre 2009, per il secondo anno consecutivo a questo evento e con un proprio percorso dal titolo : ” I suq: i colori, i sapori della storia” che è anche anche un Viaggio nel gusto alla scoperta dell’evoluzione gastronomica palermitana.

Il percorso prevede soprattutto la valorizzazione della Vucciria raccontata attraverso il linguaggio dell’arte. Il momento culturale, sarà costituito infatti dalla proiezione di  sei video relativi a Palermo e ai vicoli della Vucciria proiettati dalla terrazza dell’ artista Momò Calascibetta a Piazza Caracciolo verso il Palazzo della Ragioneria.
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UN TAXI ALLA VUCCIRIA
Da un’ opera di Momò Calascibetta-Realizzazione fotografica e montaggio di Luca Cassarà
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Palermo punta sul suo mercato più prestigioso, la Vucciria, mettendone in evidenza i tratti migliori della propria quotidianità: dalla vendita dei prodotti tipici alla gestualità del “putearo” con le sue strategie di vendita. Trovano spazio in questo quadro reale gli abitanti, i cui tratti somatici richiamano culture diverse  tenute insieme dal valore più alto che la cultura siciliana esprime nei confronti dello straniero: lo spirito di accoglienza.  Le partenze inizieranno alle ore 18 da Piazza Kalsa per concludersi alle 24 nel cuore della Vucciria. Ogni 15 minuti guide turistiche condurranno gruppi di 35 turisti, che a piedi visiteranno alcuni monumenti e piazze con lo scopo di spiegare l’evoluzione della tradizione gastonomica palermitana.
Da San Mattia ai Crociferi si procederà per via Alloro con la Chiesa di S. Maria della Gancia quindi per via del IV Aprile tappa al Museo Enodel Vino per conoscere le più prestigiose etichette della nostra produzione vitivinicola.. Si giungerà quindi a Piazza Marina  dove ha sede il Palazzo Steri, luogo storico dell’ Inquisizione dove sarà possibile vedere il quadro di Guttuso “La Vucciria”; successivamente per via Merlo per visitare le famose cucine dei  cuochi Monsù a Palazzo Mirto. Da Piazza S. Francesco dove c’è l’Antica Focacceria, sino al mercato dei Lattarini ed a Piazza Garraffello con il genio di Palermo per concludere  a Piazza Caracciolo nel cuore della Vucciria, ormai mercato “dimenticato”, da sempre tripudio di odori, sapori e colori , dove sarà possibile gustare il popolare “cibo di strada ” e rivivere la sua popolarità e le sue tradizioni.  Per l’occasione saranno allestite  le bancarelle   di Claudio ” U Purparu ” , quella del pane ca meusa di Rocky Basile per finire con quella degli antipasti tipici e le panelle di Zia Pina. Un carretto siciliano conterrà dolci tipici del periodo della festa dei defunti: martorana ed altre leccornie.

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- UN TAXI ALLA VUCCIRIA IN- FAME a cura di Momò Calascibetta

Momò Calascibetta  per la prima volta nel suo processo creativo, ferma l’ attenzione ai bambini assenti, sperduti e soli, i bambini di strada,  esempio di infanzia negata; Le opere scelte sono quelle dei bambini rappresentati insieme alle inquietanti macchine americane degli anni 50, quelle che circolano  tutt’oggi a Cuba; nel  video le sue immagini si mescolano con le realizzazioni fotografiche di Luca Cassarà   che le colloca in  un contesto reale , quello del quartiere della Vucciria di Palermo.
Nel secondo video Momò utilizza le immagini pittoriche dei suoi“ bambini sulle strade del mondo” che,  perduto il modello di riferimento familiare , riflettono senza mediazione le perversioni dell’attuale sistema della società moderna e il semplice, definitivo ed incosciente atto d’accusa contro  “l’homo economicus”, rivelatosi produttore di follia, esclusione, miseria, fame e ingiustizia.
Il cibo è l’elemento conduttore del video sia nel bene che nel male; l’eccesso del cibo è abbinato al concetto di fame, accanto alla voracità delle immagini grottesche quella di  un bambino  alle prese con l’alimento primordiale che è il “pane”.

-NON E’ ARTE a cura di Luca Cassarà

Non è arte è una serie fotografica che nasce dalla frase scritta da un anonimo sulla porta murata di uno dei tanti palazzi nobiliari ormai in totale stato di abbandono. “Amatevi”, Memoria”, “Altrove,” sono alcuni dei nomi delle fotografie che scandite da una musica lenta, scorrono agli occhi dello spettatore accompagnandolo in un intenso viaggio. Un viaggio meditativo tra immagini parole, concetti, che racconta-no i luoghi di una Palermo degradata che affronta con maestosità e dignità il trascorrere del tempo.

 

-LA VUCCIRIA DI GUTTUSO a cura di Giuliano Bastiani

Un percorso dentro l’opera “la Vucciria” di Guttuso per  risaltare i  colori e le atmosfere del mercato storico più famoso della città sopraffatto ormai  da un recupero  edilizio che ne determinerà la sua scomparsa.

-BALARM e TRE MINUTI a cura di Angelo Trapani

Balarm è l’antico nome di Palermo. Questo video non ha la pretesa di raccontare Palermo ai suoi palermitani. E’ solo una sequenza di scatti fotografici che interpretano la voce della città che si ribella ai suoi cittadini, gridando alla voce del riscatto. Tre minuti di un piccolo spaccato di realtà complessa, attraverso una passeggiata per i vicoli del centro sino al mare. Tracce di Palermo e dei suoi abitanti che spesso sfugge alla logica comune ma testimonianza di un passato di fasti.

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LA TRAMA DELL’ IMMAGINE

Dicembre 12, 2008 · Lascia un Commento

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“LA TRAMA DELL’IMMAGINE”
viaggio nel mondo della grafica originale

Sabato 13 dicembre alle ore 18.00 si inaugura presso
la Galleria La Piana Arte Contemporanea

(via I. La Lumia n°79 Palermo)

“La trama dell’immagine”

fino al 10 Gennaio 2009
(ingresso libero, dal lun. al sab. tranne mercoledì mattina, h:10.30-13.00/16.30-20.00)

- Info:091/6127213 333/7332351 -
massimolapiana@yahoo.it

la mostra
La galleria La Piana prosegue dunque la sua ricerca sul versante della grafica originale, distante dalle moderne tecniche fotomeccaniche che l’hanno in parte svilita, ma che piuttosto è in grado di evidenziare le trame dell’ordito e di regalarci in presa diretta segni che non consentono ripensamenti. L’esposizione propone di raccontare attraverso le opere (litografie, acqueforti, serigrafie) di oltre sessanta maestri della figurazione italiana del secondo novecento, l’evoluzione della cifra grafica e stilistica. Fogli di carta impressi di inchiostro, testimoni di estro, maestria ed efficacia di ogni artista e che riassumono l’anima di chi ha inciso, disegnato e stampato. Un viaggio nella e della grafica che ha accompagnato la storia italiana degli ultimi cinquant’anni, della quale è riflesso, cronaca, essenza e divenire.
La Galleria La Piana presenta il segno delle conquiste sociali, tecnologiche, di costume di:
Valerio Adami, Pietro Annigoni, Ugo Attardi, E.Bay, R.Biasion, Floriano Bodini, A.Bonalumi, Remo Brindisi, Antonio Bueno, Momò Calascibetta, Domenico Cantatore, A.Carmassi, Robert Carrol, Bruno Caruso, Michele Cascella, Tommaso Cascella, F.Casorati, Bruno Cassinari, G.Cazzaniga, Fabrizio Clerici, Primo Conti, G.B. De Andreis, Lucio Del Pezzo, P.D’Orazio, Gianni Dova, Pericle Fazzini, G.Ferroni, Tano Festa, Salvatore Fiume, Federica Galli, F.Gentilini, Emilio Greco, P.Guccione, G.Guerreschi, Virgilio Guidi, Renato Guttuso, Edo Janich, Mino Maccari, R.Mastroianni, F.Messina, G.Migneco, L.Minguzzi, E.Morlotti, Bruno Munari, Ugo Nespolo, P.Paulucci, A.Perilli, Arnaldo Pomodoro, A.Possenti, Concetto Pozzati, Domenico Purificato, F.Rognoni, G.Santomaso, Aligi Sassu, Emilio Scanavino, Mario Schifano, F.Tabusso, Emilio Tadini, Orfeo Tamburi, Mario Tozzi, Ernesto Treccani, Valerio Trubbiani, Luigi Veronesi, Renzo Vespignani, Tono Zancanaro, C. Zavattini, A.Zigaina.

Uff. Stampa Sveva Alagna – Info. 338. 77 23 404
Vernissage Sabato 13 dicembre h18.00

via I. La Lumia 79 90139 Palermo
info 0916127213/3337332351
massimolapiana@yahoo.it

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Singolare installazione di Momò Calascibetta realizzata con 20.000 cannucce alimentari a Francavilla al mare

Luglio 14, 2008 · Lascia un Commento

Via col vento di Momò

SPAZI EVASI 08
19 luglio – 2 agosto 2008 – Francavilla al mare
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Spazi Evasi, che giunge quest’anno alla quinta edizione, è un evento culturale ideato dall’Associazione Culturale La.Li.Pé, con il patrocinio del Comune di Francavilla al mare, della Provincia di Chieti, della Regione Abruzzo e della Fondazione Carichieti. La manifestazione, che verrà inaugurata il 19 luglio 2008 a Francavilla al mare per poi prendere vita in altri centri dell’area metropolitana, si presenta come un evento complesso, in cui ricerca artistica, spettacoli e musica si innestano nel tessuto sociale e architettonico della Città.

Quest’anno il tema della manifestazione “Spazi Evasi 08” è rappresentato dalla riflessione sulle risorse energetiche come fonte primaria di vita, come forza che muove il mondo, come risorsa di un Pianeta sottoposto ai limiti di carico.

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Prototipo della installazione  che Momò
realizzerà nello spazio antistante il Museo Michetti.
Le misure complessive della struttura saranno di m.6.60 di altezza

vuole evidenziare il mondo dell’aria, elemento invisibile la cui forza è utilizzabile per far muovere macchine che producono energia elettrica. A questo mondo appartengono gli uccelli e innumerevoli insetti, gli aerei, gli asciugacapelli, i deltaplani e i paracadute, le bolle di sapone, i profumi dei fiori e i deodoranti, i gas inquinanti e quelli che ci servono, il fumo degli incendi e delle sigarette, il vapore dei soffioni e quelli del caffè bollenti, i coriandoli e le cerbottane. L’ aria è cio’ che tutto avvolge e permea, è lo spazio intangibile che tutto unisce, è l’energia vitale che i taoisti chiamano chi, gli induisti chiamano prana (dal sanscrito forza-luce) e noi chiamiamo etere. E’ la sostanza invisibile che pervade l’intero universo e che noi assorbiamo dall’ambiente circostante attraverso il respiro necessario alla vita degli Esseri.

Il progetto di  Momò consiste in un grande volume piramidale, sospeso a 5 metri e mezzo da terra e realizzato con cannucce da  bibita , versatile  famiglia di materiali “plasticosi”. Trasparente e leggerissimo, un autentico miracolo visivo, per raccontare e mettere in luce il mondo dell’aria  e la sua presenza che al minimo soffio, al primo alito di vento fa ruotare la struttura. L’aria è respiro, indispensabile alla vita. L’aria, nell’atto di inspirazione, partecipa all’energia vitale degli esseri e alla sua comunicazione perché il respiro è anche ritmo, veicolo di suoni e parole.

Si tratta di una costruzione sul concetto delle “travature reticolari”, autoportante, basata sull’aggregazione di moduli geometrici (in questo caso il tetraedro), e realizzata con circa 20.000 cannucce alimentari  e filo di cotone. Ogni modulo è costituito da sei elementi; l’aggregazione di quattro moduli da luogo ad una piramide più grande e così via. La modularità dell’elemento permette di costruire quasi all’infinito l’installazione.La dimensione finale sarà in questo caso una grande piramide  di metri 6.60 per ogni lato. La leggerissima struttura, sospesa in aria  per mezzo di un filo di naylon darà l’impressione di volare. Tre elementi tipo piccole vele ai tre angoli di base permetteranno all’aria di muovere la struttura interaggendo visivamente con il luogo dove è posizionata.

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Nell’opera di Momò Calascibetta, da Mario De Micheli a Giorgio Soavi, da Leonardo Sciascia a Vincenzo Consolo e Bufalino, da Fabrizio Dentice a Testori, sono state individuate le caratteristiche e i canoni del grande e raro disegnatore satirico di razza; Nel 2002 presenta alla Fondazione Mudima  la mostra “Terromnia”, una grande mostra-evento,che lo impone definitivamente nel panorama artistico italiano. L’ artista nato a Palermo e trasferitosi a Milano nel 1982, è stato recentemente ospite nella trasmissione ” Passepartout”  di Philippe Daverio su Rai Tre  dal titolo “l’eterno barocco siciliano”, dove sono stati evidenziati i caratteri e i temi fondamentali della sua produzione artistica. Ha partecipato al progetto Plotart nel 2005 a cura di Gianluca Marziani e Massimo Lupoli, che lo ha visto presente in quindici città europee con opere in digitale. Nel 2007 una mostra antologica al museo Mandralisca di Cefalù, a Parma con la mostra”Mai dire Mao” a cura di Gherardo Frassa e al al Museo Michetti di Francavilla al mare, “laboratorio Italia” a cura di Philippe Daverio. Recentemente al Museo di Villa Silva a Domodossola nella mostra “Il mio nome è Nessuno” con l’opera “Minuetto di una domatrice di coccodrilli a villa Palagonia”.
Inaugurazione 19 luglio 2008 spazio Museo Michetti19 luglio – 2 agosto 2008 – Francavilla al mare

Informazioni -  info@lalipe.org - Tel.085/491042

Associazione Culturale La.Li.Pè.

Via Civitella snc, Torre Ciarrapico

66023 Francavilla al mare (CH)

Info : www.artmomo.com

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Il MIO NOME E’ NESSUNO

Giugno 27, 2008 · Lascia un Commento

IL MiO NOME  E’ NESSUNO
incantamento,stupore e bellezza nell’arte dei semplici

Ingremiomatris -L’ecole des Italiens -Museo Immaginario
Regione Piemonte -Provincia del Verbano Cusio Ossola -Citta’ di Domodossola

Domodossola – Palazzo Silva – via G.Paletta
6 Luglio- 21 settembre 2008

Esordisce il 5 luglio prossimo, a Domodossola, nella superba sede di Palazzo Silva, una mostra destinata a cambiare i confini dell’arte contemporanea. Si chiama !l mio nome è Nessuno, e possiede un sottotesto disarmante, esplicativo: Incantamento, stupore e bellezza nell’arte dei semplici.
Fino al 21 settembre si potrà assistere a una rassegna di pittori così detti naive, ribattezzati “semplici”. La mostra si presenta anche, e con notevole decisione, come gesto perentorio, estetico e politico. Contrastando un’idea performativa e banalmente provocatoria dell’arte italiana degli ultimi decenni. Riscoprendo i valori del sogno rispetto a quelli del mercato, il desiderio in favore del glamour. Così questi artisti, “simili a spettri o a eroi delle favole, ci mostrano la fiamma sempiterna e primitiva dell’arte: il suo potere suggestivo, conturbante, mitologico. Ci sono gesti nostalgici,intimi, preziosi, per nulla omologati, di gente ai bordi della storia, fuori dal mondo, che proprio per questo conquista il perno del mondo, il suo più remoto segreto”. La mostra è curata da Marcovinicio, ed è mediata da un catalogo programmatico con testi di Davide Brullo e di Silvia Pacassoni edito da Umberto Allemandi

Dio è morto, e con lui l’arte. Pressappoco è così. Gli artisti si metrano in base a un criterio di vendita, sulla loro testa viene affibbiata una taglia che ne identifica il valore. Nulla di scandaloso, per chi fa denari: l’arte è un prodotto di mercato. L’artista, cioè, da talento individuale è diventato una griffe, lo si compra perché qualcuno ci dice che comprarlo è un buon affare, perché farà fruttare al compratore di lì a qualche anno un lauto gruzzolo. Bizzarrie dell’epoca: l’arte non procura più un nutrimento spirituale, non evoca bellezza, ordine e senso. Simile a un qualsiasi altro prodotto “di consumo” – come un paio di scarpe, una borsetta particolare, un’automobile fiammante – vaga sull’onda anomala delle “mode”, e si muta da popolare in gioiello d’èlite. Non provoca il mito, ma asseconda la storia. Cioè: non è inevitabile, urgente, provocante, bensì accessoria, aleatoria, vacua. L’estetica, come direbbe il poeta premio Nobel Josif Brodskij, non fonda più l’etica dell’uomo e della storia, ma è schiava di pulsioni superficiali, destinate a svanire al primo battito di ciglia, al precoce passaggio stagionale delle rondini.
Dacché fare i guastafeste è un esercizio per molti versi facile e inutile, costruiamo qualcosa. Questa è una mostra scandalosa. L’esatto opposto dell’alchimia che regge, ad esempio, la Biennale di Venezia. Il mio nome è Nessuno è una mostra di “pittori della domenica”. Di artisti per lo più ignoti e ingenui, selvatici e nascosti, anonimi e misteriosi. Per far risorgere l’arte bisogna azzerarla, rivelandone il cuore, la polpa inalterabile e millenaria. Dopo tutto, è sempre stato così. Naïve vuol dire incantamento, stupore, bellezza pura, netta, semplice. Già, è attraverso un gesto semplice e perentorio che intendiamo scompaginare la storia dell’arte, far impazzire la Borsa dell’Arte. Oggi come ieri sono i segni problematici e primordiali a cambiare il tempo. Lo sapevano bene, per ripassare in memoria due nomi clamorosi, Paul Gauguin e Pablo Picasso, che studiarono alla corte dei naïve e dei reietti per ottenere il miracolo della semplicità, di una infantile, unica immediatezza. Così questi artisti occasionali, ispirati, per giunta illuminati, che vengono a noi nel mistero, simili a spettri o a eroi delle favole, ci mostrano la fiamma sempiterna e primitiva dell’arte: il suo potere suggestivo, conturbante, mitologico. Ci sono gesti nostalgici, intimi, preziosi, per nulla omologati, di gente ai bordi della storia, fuori dal mondo, che proprio per questo conquista il perno del mondo, il suo più remoto segreto.

L’opera di Momò Calascibetta presente alla mostra.
“Minuetto di una domatrice di coccodrilli nel salone degli specchi di Villa Palagonia”
disegno a matita cm.160 x 180 – 2002

Il viaggio tra questi “nessuno”, tra questi artisti perduti e ritrovati, sommersi e salvati, anticonformisti perché non condizionati da alcuna moda, antimoderni, è anche un periplo alle origini dell’arte. Nel nome, sempre, è il senso. Nessuno si nominò Odisseo scampando alla furia di Polifemo. Nessuno è una zattera, un’occasione per salvarsi dal mondo di chi vuole annullare l’arte, tacitarne il potenziale esplosivo, perennemente scandaloso. Con una truppa di “nessuno” si rifonda l’arte. Perché gli artisti, quando vigorosi, come Odisseo, sono curiosi e corsari, avventurieri e pirati. Comunque, estremi, fino ai margini inesplorati della terra.

Orari: Da martedì a venerdì dalle 15 alle 19,
sabato e domenica dalle 10 alle 12, dalle 15 alle 19
Ingresso € 5. Info e prenotazioni:  Cell. +393357357840
info@ingremiomatris.com

Inaugurazione sabato 5 luglio ore 18,30   Teatro Galletti  p.zza Mercato  Domodossola

Catalogo:                      Umberto Allemandi & C Ita/Ingl. 168 pag.

Curatore:                       Marcovinicio

Testi di:                          Dott. Davide Brullo, Silvia Pacassoni

Fotografie di:                Antonio Maniscalco, Marco Bianchetti

Coordinamento di:      Massimo Fiumano’

tutti i testi del catalogo sono disponibili sul Blog ufficiale di Momò Calascibetta

www.artmomo.com

www.ingremiomatris.com

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Catania Arte Fiera 2008

Aprile 16, 2008 · Lascia un Commento

La Galleria Massimo La Piana di Palermo partecipa alla quarta expo d’arte moderna e contemporanea  CATANIA ARTE FIERA duemila8
presso il Pad. 1 stand n°38 dove saranno presentati i seguenti artisti:


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Andrea Di Marco – Croce Taravella – Momò Calascibetta – Ugo Attardi –
Tommaso Chiappa – Bruno Caruso – Renato Guttuso – Piero Guccione
– Mino Maccari – Corrado Cagli – Daniele Palma

La Piana Arte Contemporanea
Direttore Massimo La Piana
tel/fax-091.6127213
cell.- 333.7332351
massimolapiana@yahoo.it
“un goccio tra i sacchi”
presente in Fiera

Nel cuore del Mediterraneo la più grande expo d’arte moderna contemporanea dell’Italia centro meridionale. Catania Arte Fiera, uno degli appuntamenti per il settore artistico di maggior prestigio nella nostra penisola, giunge alla quarta edizione dopo il successo delle precedenti in cui ha registrato un’affluenza di oltre 29000 presenze. Sempre proiettata nella duplice direttrice nazionale e internazionale, Catania Arte Fiera accoglie artisti, gallerie, stampa specializzata, critici d’arte, collezionisti provenienti da tutta Europa, da oltre oceano e perfino dal Giappone.

Dal 17 al 21 aprile apre le porte Catania Arte Fiera, l’expo di arte moderna e contemporanea più grande dell’Italia centro meridionale, organizzato dallo Studio AL, di Antonio Ognisanto.

Catania Arte Fiera è uno degli eventi artistici più importanti sul panorama italiano che coinvolgerà il cuore del capoluogo etneo per cinque giorni grazie alla presenza in Fiera di gallerie di calibro nazionale e internazionale, riviste ed editori di settore, collezionisti d’arte, stampa specializzata, critici d’arte. Un meltin-pot di presenze che si snoderà per i saloni del Centro Congressuale Fieristico Culturale Le Ciminiere, l’area espositiva collocata nel cuore di Catania, che accoglierà gli stand degli artisti e sarà sede di eventi collaterali che si svolgeranno per ognuna delle cinque giornate della Fiera.
Martedì 8 aprile alle ore 10:30, in piazza Università, si terrà la conferenza stampa di presentazione della quarta edizione di Catania Arte Fiera, l’expo di arte moderna e contemporanea che si terrà alle Ciminiere di Catania dal 17 al 21 aprile e che per la serata inaugurale del 17, prevede la presenza del critico d’arte Vittorio Sgarbi.

programmazione catania arte fiera pad F1 centro congressuale fieristico culturale le ciminiere

giovedì 17 aprile 2008
ore 19.00 VERNICE CAF
Presenzia il Prof. Vittorio Sgarbi

venerdi 18 aprile 2008
apertura al pubblico ore 10.30
chiusura ore 21.30.

sabato 19 aprile 2008
apertura al pubblico ore 10.30

incontro dibattito ore 12:00
“arte-città: popolare il tessuto urbano con segnali artistici”
invitati: sindaci e assessori (turismo, cultura e lavori pubblici) del comune di catania e di tutti i comuni della provincia di catania.
chiusura ore 21.30.

domenica 20 aprile 2008
apertura al pubblico ore 10.30
chiusura Manifestazione ore 21.30 .

lunedì 21 aprile 2008
apertura al pubblico ore 10.30
chiusura Manifestazione ore 15.00.

Contatti

389 4380853
338 6135193
studioal@cataniaartefiera.com
catalogo@cataniaartefiera.com

c/da saliceto, 50
98063 gioiosa marea (me)
fax 0941 362196
www.cataniaartefiera.com

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CANTI DI PIETRA

Gennaio 12, 2008 · Lascia un Commento

TEATRO LIBERO INCONTROAZIONE
stabile d’innovazione della Sicilia
dal 9 al 12 gennaio 2008 ore 21:15
Canti di pietra
thàlassa di suoni, di danza, parole e immagini
di
Enza Lauricella
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“CANTI DI PIETRA” è un concerto di Enza Lauricella che interpreta canti della tradizione arcaica siciliana, rielaborati con sonorità aperte alle contaminazioni provenienti dai vari popoli del mediterraneo, originati da una cultura che nei secoli si è stratificata nell’isola e li ha sedimentati rendendoli unici.

Il canto popolare è sicuramente il “distillato” delle stratificazioni culturali di un popolo e si rivela nei secoli un grumo ( pietra ) di verità incontestabile.
Ed è attraverso i CANTI divenuti PIETRA che Enza Lauricella sembra volerci strappare il “ plasticume” che inesorabilmente ci avvolge e ci azzoppa ad ogni bivio, ad ogni passo verso l’altro e gli altri come entità sociale.
E‘ questo il tema dello spettacolo: l’impossibilità fisica – metafisica – sociale – storica che strema il cuore dell’uomo nell’andare verso l’altro uomo e la volontà antistorica di continuare ad esigere questo “sogno”, unico traguardo estremo.
In “CANTI DI PIETRA” ribollono frammenti di immagini legate all’origine dell’universo e dell’uomo, alle ragioni stesse del vivere, del morire e del rinascere, all’universalità del linguaggio musicale, come ponte fra le nazioni, come abbraccio fra i popoli, come viaggio per rivivere atmosfere e luoghi dimenticati.
Ed è straordinario come questo patrimonio dei “padri ” fatto di melodie e parole , possa aiutarci a piangere ed elaborare il lutto dei nostri morti ammazzati dalla categoria tempo o dal “cancro trinacrio” per riappropiarci della generosa, primitiva istintualità e naturalità umana che nessuna insensatezza, nemmeno la guerra, ha mai definitivamente cancellato.

NOTE DI REGIA
momò Calascibetta-”Il sole nella spazzatura”
Momò Calascibetta-”Il sole nella spazzatura”

Lo spettacolo si svolge sulla tessitura di un video di Momò Calascibetta dal titolo “Il sole nella spazzatura”girato nella discarica di Bellolampo ( Palermo ), che diventa una traccia scenografica su cui si incastrerà lo spettacolo “Canti di Pietra”di Enza Lauricella.

Nel video sul tema dei “rifiuti come lato oscuro dell’abbondanza” Momò utilizza le immagini pittoriche dei suoi“ bambini sulle strade del mondo” che , avendo perduto il riferimento familiare come modello da imitare, riflettono senza mediazione le perversioni dell’attuale sistema della società moderna e il semplice, definitivo ed incosciente atto d’accusa contro “l’homo economicus”, rivelatosi produttore di follia, esclusione, miseria, fame e ingiustizia.
Con la guerra in Irak Momò comincia a vedere bambini che fuggono dalle case, che cercano tra rifiuti del mondo, che vagano tra i vicoli delle città-metropoli pronti a qualsiasi espediente a qualsiasi avventura. Mentre prima i personaggi erano quelli delle stanze del potere,”le stanze dei bottoni”, adesso Calascibetta sembra volere affidare “questi bottoni” alle mani indurite e sapienti dei bambini. L’artista, per la prima volta, ferma la sua attenzione alle case dilaniate dalle bombe “intelligenti”, ai bambini assenti, sperduti e soli.
E’ così che nasce nel 2005 la nuova tematica “I bambini sulle strade del mondo”.
Tutto lo spettacolo è concepito come una partitura musicale dove canto,immagini, danza e parole trovano opportuno luogo ed espressione.
I testi letterari utilizzati sono di P.P.Pasolini e di Vincenzo Consolo, gli arrangiamenti musicali di Nino Agrusa.

L’INTERPRETE

Enza Lauricella, magistrale interprete del più schietto respiro siciliano, fa parte con Rosa Balistrieri e Ciccio Busacca , del gruppo storico del canto popolare dell’ isola.

Aldilà della sua voce definita tragica e struggente e della qualità dei canti, è lei il vero personaggio che fa spettacolo nel senso più alto del termine, con il suo magnetismo, con la sua gestualità intensa e drammatica, con la sua voce che nel rompersi e ricomporsi riesce sempre a scorticare il cuore di chi ascolta fino a produrre anche nello spettatore più smaliziato un tipo di partecipazione viscerale. Enza Lauricella potrebbe indifferentemente essere una donna, anzi “fimmina”spagnola o greca o tunisina, o ancora come in effetti è, di Canicattì.La sua è una straordinaria figura di autentica figlia del Mediterraneo…….( Gigi Razete)

Enza Lauricella(voce)
Nino Agrusa (chitarra, contrabbasso)
Salvatore Orlando (percussioni e tamorra),
Michele Piccione (percussione,ance e zampogna)
Michele Orlando (mandolino, organetto e flauto arabo)
Momò Calascibetta (video e immagini)
Enzo Caruso (danza e coreografia)
Clelia Cucco (voce recitante )
Lia Chiappara (costumi)
Fiorenza Dado (luci e suoni)
regia Enza Lauricella

-Titolo Canti di pietra
-Luogo TEATRO LIBERO INCONTROAZIONE- PALERMO
-Data Dal 9 al 12 gennaio 2008 ore 21:15

-indirizzo Salita Partanna,4 (Piazza Marina) 90133 Palermo
Tel +39 091 617 4040 Fax +39 091 617 3712

TEATRO LIBERO – PALERMO
Compagnia Teatrale- Enza Lauricella, Palermo

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Marton Barabas, musica per gli occhi

Novembre 2, 2006 · Lascia un Commento

Márton Barabás ruota

Pianoforti in disuso promossi ad opere d’arte

Armonia, vibrazioni e ritmo estetico sono gli elementi salienti dell’innovativa produzione artistica di Márton Barabás, originale artista ungherese le cui opere sono esposte fino al 2 dicembre presso
la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma
. Una personale che vede il ritorno di Barabás in Italia dopo una sua partecipazione, come giovane artista, nel 1980 alla Biennale di Venezia.
Le sue sono opere che sfumano i contorni fra pittura e scultura, trasformando se stesse in creazioni plastiche integrate perfettamente nell’ambiente che le ospita.Casse, tavole armoniche, tasti, martelletti e corde di pianoforti ormai in disuso sono gli elementi utilizzati da Barabás come materia creativa di tutta la sua produzione artistica. Usati come base di pittura o aggregati in nuove forme, gli elementi di vecchi congegni a corda percossa si trasformano in strumenti di nuove emozioni visive, capaci di ricordare a chi le osserva le motivazioni che sottendono il perché, al tocco, un tasto di pianoforte diffonde nello spazio infinite armonie musicali. L’estrema raffinatezza delle creazioni di Barabás, l’immobilità in cui sono costrette, generano in chi le osserva una tensione estrema, peculiarità che trasforma le stesse in opere vive, personificandole e offrendo loro dinamismo e forza. Non sfugge allo sguardo, l’origine, la matrice puramente materiale dei singoli pezzi che le compongono, ma ciò che veramente sorprende è l’applicabilità plastica di ogni singolo componente. Ogni opera è una chiara allusione alla musica, che impossibilitata ormai nella produzione di suoni, riesce a riprodurre ritmi figurativi evocativi di quelli musicali. Sono opere piene di fascino e mistero. E’ avvicinandosi, focalizzandosi su ciascuna di esse, che si riesce a scoprire la perfezione artigianale di ogni singolo elemento che compone l’opera nel suo complesso. Ed è in questa fusione fra perfezione artigianale e una sua ricomposizione in un nuovo schema artistico che si completa la produzione di Barabás.

Márton BarabásNon si tratta dell’utilizzo assurdo degli oggetti come poteva accadere nell’arte surrealista. L’artista in realtà inserisce oggetti già finiti, anzi perfettamente finiti, all’interno della trama concettuale delle proprie opere. Non attribuisce loro diverso significato, ma li utilizza come strumento per rafforzare la potenza del messaggio contenuto nella sua arte plastica. Quella che può essere definita “azione estetica” viene così riportata su un piano più astratto: le singole componenti non assolvono le funzioni abituali, ma si trasformano per eccellenza in elementi visivi e formali.In questo modo, componenti minutissimi si inseriscono uno dentro l’altro con un ordine perfetto progettato dall’artista. E’ immediato che si riconoscano le varie componenti di pianoforte che animano l’opera, ed è altrettanto immediata, la percezione da parte dello spettatore del significato profondo che ha portato l’artista a quel tipo di assemblaggi, essenziali, che da vita alla complessità delle forme che ispirano le sue opere. Le frequenti allusioni reiterate alla ricchezza del mondo vegetale e animale ( opere che di volta in volta ricordano fiori, fossili, conchiglie), hanno l’effetto di suscitare negli occhi dello spettatore suggestioni complesse, che rimandano ai virtuosismi propri della musica barocca. Barabás nella sua produzione fa appello costante ad alcuni archetipi: il movimento continuo, la ripetizione e il dinamismo che trasforma costantemente l’essere in qualcosa di uguale e al contempo diverso che si sviluppa all’infinito. L’eleganza e l’armonia di ogni sua opera, l’originalità dell’espressione plastica, rendono Márton Barabás uno spirito attivo, testimonianza di un artista che reagisce in maniera attentissima ai grandi interrogativi della sua epoca.

MAGGIORI INFO:
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Márton Barabás 2 novembre – 2 Dicembre 2006
Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma, Palazzo Falconieri- via Giulia 1, Roma
Tel. 06.6889671 – e mail accadung@tin.it http://www.magyarintezet.hu/roma
Orario: 10.00-13.00 e 16.30- 19.30, sabato 16.30 – 19.30 (domenica chiuso). Ingresso libero.

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