Marton Barabas, musica per gli occhi

Márton Barabás ruota

Pianoforti in disuso promossi ad opere d’arte

Armonia, vibrazioni e ritmo estetico sono gli elementi salienti dell’innovativa produzione artistica di Márton Barabás, originale artista ungherese le cui opere sono esposte fino al 2 dicembre presso
la Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma
. Una personale che vede il ritorno di Barabás in Italia dopo una sua partecipazione, come giovane artista, nel 1980 alla Biennale di Venezia.
Le sue sono opere che sfumano i contorni fra pittura e scultura, trasformando se stesse in creazioni plastiche integrate perfettamente nell’ambiente che le ospita.Casse, tavole armoniche, tasti, martelletti e corde di pianoforti ormai in disuso sono gli elementi utilizzati da Barabás come materia creativa di tutta la sua produzione artistica. Usati come base di pittura o aggregati in nuove forme, gli elementi di vecchi congegni a corda percossa si trasformano in strumenti di nuove emozioni visive, capaci di ricordare a chi le osserva le motivazioni che sottendono il perché, al tocco, un tasto di pianoforte diffonde nello spazio infinite armonie musicali. L’estrema raffinatezza delle creazioni di Barabás, l’immobilità in cui sono costrette, generano in chi le osserva una tensione estrema, peculiarità che trasforma le stesse in opere vive, personificandole e offrendo loro dinamismo e forza. Non sfugge allo sguardo, l’origine, la matrice puramente materiale dei singoli pezzi che le compongono, ma ciò che veramente sorprende è l’applicabilità plastica di ogni singolo componente. Ogni opera è una chiara allusione alla musica, che impossibilitata ormai nella produzione di suoni, riesce a riprodurre ritmi figurativi evocativi di quelli musicali. Sono opere piene di fascino e mistero. E’ avvicinandosi, focalizzandosi su ciascuna di esse, che si riesce a scoprire la perfezione artigianale di ogni singolo elemento che compone l’opera nel suo complesso. Ed è in questa fusione fra perfezione artigianale e una sua ricomposizione in un nuovo schema artistico che si completa la produzione di Barabás.

Márton BarabásNon si tratta dell’utilizzo assurdo degli oggetti come poteva accadere nell’arte surrealista. L’artista in realtà inserisce oggetti già finiti, anzi perfettamente finiti, all’interno della trama concettuale delle proprie opere. Non attribuisce loro diverso significato, ma li utilizza come strumento per rafforzare la potenza del messaggio contenuto nella sua arte plastica. Quella che può essere definita “azione estetica” viene così riportata su un piano più astratto: le singole componenti non assolvono le funzioni abituali, ma si trasformano per eccellenza in elementi visivi e formali.In questo modo, componenti minutissimi si inseriscono uno dentro l’altro con un ordine perfetto progettato dall’artista. E’ immediato che si riconoscano le varie componenti di pianoforte che animano l’opera, ed è altrettanto immediata, la percezione da parte dello spettatore del significato profondo che ha portato l’artista a quel tipo di assemblaggi, essenziali, che da vita alla complessità delle forme che ispirano le sue opere. Le frequenti allusioni reiterate alla ricchezza del mondo vegetale e animale ( opere che di volta in volta ricordano fiori, fossili, conchiglie), hanno l’effetto di suscitare negli occhi dello spettatore suggestioni complesse, che rimandano ai virtuosismi propri della musica barocca. Barabás nella sua produzione fa appello costante ad alcuni archetipi: il movimento continuo, la ripetizione e il dinamismo che trasforma costantemente l’essere in qualcosa di uguale e al contempo diverso che si sviluppa all’infinito. L’eleganza e l’armonia di ogni sua opera, l’originalità dell’espressione plastica, rendono Márton Barabás uno spirito attivo, testimonianza di un artista che reagisce in maniera attentissima ai grandi interrogativi della sua epoca.

MAGGIORI INFO:
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Márton Barabás 2 novembre – 2 Dicembre 2006
Galleria dell’Accademia d’Ungheria in Roma, Palazzo Falconieri- via Giulia 1, Roma
Tel. 06.6889671 – e mail accadung@tin.it http://www.magyarintezet.hu/roma
Orario: 10.00-13.00 e 16.30- 19.30, sabato 16.30 – 19.30 (domenica chiuso). Ingresso libero.

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