Archivi categoria: art

Letti & Diletti

 
Palazzo Lucchesi
dal 7  al 30 giugno
Via Bixio 58 ang. Via dei Mille

Vittoria ( RG )

“La nicchia del cane” cm.150x 120 acrilico 2000
 
In occasione del “Vittoria Jazz festival l’Area culturale Polivalente Edonè – arte viva, da un’idea di Giovanni e Livio Bosco, presenta all’interno del Giugno d’arte e cultura a Vittoria”, la mostra personale Letti & Diletti di Momo’ Calascibetta presso Palazzo Lucchesi. La mostra raggrupperà  opere  già  presentate alla galleria “Antonia  Jannone” di Milano col titolo di ” De l’amour integrate con opere recenti create appositamente per l’evento.
.…..”Rivedendo gli stessi dipinti a freddo, quando la contingenza è diventata memoria storica e al lume delle opere esposte  ora da Antonia Jannone, che trattano ”…dell’amore” ( ma non secondo Stendhal ), si percepiscono meglio altri valori- per me dominanti che fanno di Momò in primo luogo un pittore dell’immaginazione”.
Per non dire “dell’immaginario”, razza ben definita da Giuliano Briganti. E’ un’immaginazione che parte da vicino, traendo spunti da modi, tipi, caratteri, comportamenti e tic catturati dall’immediata e quasi quotidiana esperienza. Ma che subito si dilata , dilaga e vola in una dimensione – per forme e contenuti- fantastica, a volte delirante, sempre stralunata e sorprendente. Momò dice, e bisogna credergli , che quando prende in mano la matita o il pennello per inseguire un’idea non sa bene quello che fa. Le mani vanno, sono loro che portano. Sembrerebbe una ricetta surrealista. Ma non è una ricetta,  e il suo dipingere surrealista non è certo. Io lo vedo come un travaso puro e semplice- lubrificato da quel mestiere prioritario e fatto natura che impressionò Sciascia  fin dagli esordi- di un’immaginazione  in moto perpetuo, che si sbriglia senza mai perdere il filo nei più straordinari percorsi. Quardo la “Leda” per esempio, e resto prima ancora che deliziato, esterefatto. Da dove gli è arrivato questa portentosa visione?
Quest ‘estasi golosae casalinga, concentrata sotto gli occhiali tondi da miope e conclamata dal possessivo raccogliersi delle gambone, in primo piano, intorno al piacere; con quello zoccolo proiettato nell’occhio di chi chi guarda? E  quel polverio di luce che è il dio- cigno esausto, gettato come un tappeto o uno scialle a coprire le strabordanti nudità della tindaride penetrata?
Piuma per piuma: una nuvola che forse è tessuto invece di pelle di serpente, o di scaglie d’argenti chiari e bruniti….non sai se miracolo di natura o capolavoro di un mago orefice. Sei trascinato, altre volte, dall’accumulazione. E’ il caso di “ Acque gialle a Cefala Diana” , ludico tripudio di coppie e singoli nelle piscine dell’abbandonato bagno arabo-ogni figura un ritratto- avvolto e amalgamato in una luce sulfurea. Nei disegni e negli acrilici piccoli, invece, il racconto è univoco, concentrato con ilare violenza ( di cui la specie del colore è fattore portante) su una situazione a due. Una delle tele con doppia ragione si intitola “Raptus”. Ma sono tutte in verità dei “ rapimenti” dell’anima e dei sensi; deliri, brame, esplosioni dell’eros; qualche volta anche abbandoni ( sempre rapiti) alla soavità di un istante, al nettare del sentimento. Ma anche intorno ai nuclei di rappresentazione più compatti  l’immaginazione dell’artista preme ribolle morde e gioca, inserendo varianti e arricchimenti che sono personaggi in formato minore o seminascosti, da cogliere a un secondo sguardo, o magari le figure decoranti la spalliera di un letto, richiamate in vita dal momento di vita trionfante  che sogguardano. L’amore, ci dice Momò è questo. Non solo questo-come sanno poche persone fortunate- ma anche questo. E se non è proprio “questo”, certamente “è così”.
Fabrizio Dentice
Momò Calascibetta
cm.120×60
acrilico 2004
“L’amante è come il pesce, pessimo se non è fresco”
 
…..gli attori di questo dissennato carnevale sono politici e criminali, dame dell’alta società, nobili decaduti e prelati, intellettuali e artisti che tessono rapporti inconsistenti dentro una babilonia disperata che si agita tra i vortici dei giochi dell’acqua; un’ umanità vacua e disfatta, verminosa e potente, un carnevale di annoiati, vitelloni e nobili a noleggio. Menti infide e incartapecorite che mal sopportano frammenti di virtù civili nel salotto cafone e putrido della piazza siciliana. I personaggi della fontana sono attori del fuoco fatuo della mondanità e si confondono in un labirinto di umanità abortita.
Philippe Daverio
Palazzo Lucchesi
dal 7  al 30 giugno
Via Bixio 58 ang. Via dei Mille

Vittoria ( RG )

tel.0932 1978627

 

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L’acqua di Leonardo, l’oro di Milano

Una mostra sull’acqua raccontata attraverso sei Robinson Crosuè , sei  argonauti dell’arte che solcano con il loro operare artistico le acque a volte burrascose a volte serene, della creatività ,trasportandoci in un mondo sottomarino per  conoscere  abissi silenziosi ed entusiasmanti .

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L’acqua di Leonardo, l’oro di Milano

 

        8-21 maggio 2014 – Ex-Fornace, alzaia Naviglio Pavese,16 – Milano

opere di

Giulia Alberti

Momò Calascibetta

Fabrizio Garghetti

Claus Joans

Stefano Zucchi

 Cosimo Barna

La mostra “L’acqua di Leonardo, l’oro di Milano” ,grande festa alla ex-Fornace, desidera essere un momento collettivo di riconoscimento della nostra identità di cittadini delle ”terre d’acqua”: festeggiare con l’arte, la musica ,la danza, l’acqua  della città di Milano e della sua pianura, gli abitanti di Milano e in particolare della zona 5 e 6 dei Navigli,  gli organizzatori , tutti i visitatori che desiderano essere coinvolti in questa azione di riconoscimento in vista di Expo 2015.

Acqua che non è più visibile come quando correva nei Navigli interni ad anello dentro la cerchia, ma che rimane l’anima di Milano,  rimane come “via d’acqua” che ha permesso la sua costruzione, che ha trasportato i prodotti della terra per nutrire la città.

La mostra crea un percorso attraverso diverse forme artistiche :

-Trenta immagini fotografiche di grande dimensione, a colori, stampate su tela pittorica di Fabrizio Garghetti, che raccontano del paesaggio della risaia seguendo le tracce lasciate da Leonardo da Vinci alla Sforzesca di Vigevano,raccontano delle conche del Naviglio Pavese , dei ponti in granito  sul Naviglio Grande a Cuggiono  e tanto altro ancora. Il critico d’arte Pierre Restany, ha scritto di queste immagini: “La dimensione delle immagini esalta la distesa delle risaie su l’orizzonte basso del cielo e il profilo allusivo dei reinterrati alberati, sottolineando le lineari prospettive dei canali con le cascatelle dei mulini e delle chiuse….Il risultato delle peregrinazioni della camera ispirata di Fabrizio Garghetti è favoloso: la serie di fotografie a colori tutte dello stesso grande formato stampato su tela pittorica, costituisce un panorama sbalorditivo della Pianura Padana.”

Immagineopera di Giulia Alberti 

       –Tredici opere di Giulia Alberti tra sculture in vetro massiccio colato di Murano e “sculture-impronta” in pasta di cellulosa. Le sculture in vetro sono la cristallizzazione di movimenti d’acqua incapsulati nelle strutture di arcaici manufatti idraulici. “La materia vetro è attraversata da forme circolari e a spirale…… Con uno sguardo ravvicinato vediamo arterie e vene, verdi come linfa vitale. E’ come se un intero paesaggio fluviale con le sue memorie acquatiche ed arboree scorresse dentro quel limpido corpo luminoso…”…scrive Stefania Carrozzini. E le sculture-impronta, descritte da Gillo Dorfles : “ Giulia Alberti ha dato vita ad una serie di affascinanti ”bassorilievi” cartacei che ospitano le “impronte” che vi sono state impresse e che si estroflettono sulla grezza superficie rugosa, creando una rete di segni, di rilievi, di avvallamenti, che offrono  all’insieme del contesto una loro lirica identità. Le grandi carte sono, dunque, gli equivalenti, tanto d’una pittura che d’una scultura, che vivono di “assenze” e che pertanto sono colme di magiche “presenze”.

Momò-calascibetta-la-sete

opera di Momò Calascibetta

-Sette opere di Momò Calascibetta che Philippe Daverio descrive

….come una carezza la linea nera segue un disegno e lo modella, la linea nera dell’artista segue il colore e il tessuto della carne, disegnando tra luce e ombra, un chiaroscuro, un palpito nella notte della Fontana che è metafora della notte degli uomini. E la luce non filtra più dagli occhi ma dalla carne, l’acqua si erge e la sua forza invade come  per i Greci e i Latini l’acqua invade e simboleggia i misteri della vita, dove nascita e morte, passato e futuro si intrecciano. Nella Piazza della Vergogna di Momò  Calascibetta sgorgano le sorgenti dove i nuovi   spiriti dell’acqua hanno il potere di profezia e  l’opera di Momò crea i suoi nuovi oracoli attraverso i quattro  fiumi che percorrono la Fontana….Nell’opera si evidenzia lo stereotipo grottesco che tutti noi abbiamo costruito nella nostra e nell’altrui immaginazione negando la possibilità di colpi di scena di meraviglia, di bello e di buono, sempre possibili  all’uomo ma mai realizzati in questo luogo. Gli attori di questo dissennato carnevale sono politici e criminali, dame dell’alta società, nobili decaduti e prelati, intellettuali e artisti che tessono rapporti inconsistenti dentro una babilonia disperata che si agita tra i vortici dei giochi dell’acqua; un’ umanità vacua e disfatta, verminosa e potente, un carnevale di annoiati, vitelloni e nobili a noleggio….

Immagineopera di Claus Joans

-Dieci sculture luminose di fantastici animali acquatici di Claus Joans,”genio primordiale e totemico come un uomo di domani” come lo descrive Philippe Daverio, creatore di sculture in acciaio e in policarbonato, percorse da segni, incisioni , graffiature che raccontano di luoghi fluviali e marini,  raccontano  delle correnti e dei movimenti d’acqua che essi hanno percorso. Claus Joans, marinaio dei mari del mondo , navigatore da sempre, che alterna il suo percorso nell’operare artistico a viaggi nelle acque dell’oceano.

-Cinque sculture di pietra lavorate dall’acqua di Stefano Zucchi, raccontano del contatto primordiale tra acqua e roccia ,dove lo scorrere e scavare dell’acqua, trasforma il duro materiale in forme arrotondate che narrano di questo percorso di trasformazione. Non a caso le opere di Zucchi arrivano dalle montagne del marmo di Candoglia e dalla sorgente del Lago Maggiore e fiume Ticino.

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 opera di Cosimo Barna

-tre opere di Cosimo Barna.

Cosimo Barna racconta delle correnti marine e dei branchi di pesci i cui movimenti a spirale trasformano  l’acqua in un caleidoscopio di colori , racconta della vita dell’acqua e delle sue correnti attraverso fantasmagoriche pennellate di colore da cui guizza fuori la luce.

   Associazione Arte e Memoria del Territorio- via N.d’Apulia,12- 20125 Milano

 tel. 02 2828419 – cell. 3391451917

territorio@artememoria.it          

 www.artememoria.it

Ufficio stampa Cristina Pariset

 cristina.pariset@libero.it

Sale…la voglia d’arte

 

“SALE … la voglia d’arte”

II BIENNALE INTERNAZIONALE DI SCULTURA DI SALGEMMA

L’evento internazionale,  dal 9 al 18 agosto nella Villa Sgadari alle porte di Petralia Soprana, coinvolgerà artisti che scolpiranno blocchi di salgemma  realizzando sculture che andranno ad arricchire  il nuovo museo all’interno della miniera  Italkali dove hanno già trovato posto le opere della precedente biennale.

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Ritorna “SALE…la voglia d’arte”. Dal 9 al 18 agosto il salgemma diventa nuovamente protagonista a Petralia Soprana con la II Biennale Internazionale di Scultura. Continua il percorso dell’Associazione “Arte e Memoria del Territorio” di Milano e dell’Associazione “SottoSale” di Petralia Soprana legato al salgemma che da condimento alimentare diventerà materiale da scolpire. Si rinnoverà l’incontro con la scultura che vedrà all’opera artisti internazionali : Cosimo Barna, Mariano Brusca, Momò Calascibetta, , Claus Joans, Gianfranco Macaluso, Jorunn Monrad, Laura Panno, Damiano Sabatino, Stefano Zucchi che svilupperanno il tema assegnato “Dalle viscere della terra alla luce del sole: il sale un dono per l’uomo/la donna del 2° millennio.” Ogni artista con la sua sapiente tecnica e creatività realizzerà l’opera  scolpendo un blocco di sale, nell’intento di valorizzare questo prezioso e antico materiale formatosi 200 milioni di anni fa a seguito del prosciugamento dell’acqua dei mari primordiali e ora  conservatosi nelle viscere delle montagne delle Madonie. Nell’ambito della  Biennale, da un’idea del fotografo Fabrizio Garghetti, si rinnoverà il rito del  “RITORNO AL MARE”; il sale, che attaverso remoti eventi geologici  è salito alla montagna, a mille metri di altitudine, nella contrada Raffo a Petralia Soprana ed estratto dalla società Italkali, ridiscenderà al mare simbolicamente con alcuni blocchi  attraverso il più antico mezzo di trasporto : l’asino. Il ritorno al mare, attraversando borghi e paesi, riscoprirà il valore dei percorsi nella natura e segnerà una “nuova strada per il turismo”. La base logistica dell’evento è Villa Sgadari, alle porte del paese di Petralia Soprana, recentemente ristrutturata dall’Ente Parco delle Madonie che ne è anche il proprietario. Villa Sgadari è una delle più interessanti residenze sub-urbane delle Madonie di architettura Barocca con pregevoli affreschi di carattere mitologico.

ImmaginePrototipo del progetto”genesi di Momò Calascibetta

Nello spazio antistante la Villa  Momò Calascibetta realizzerà una installazione dal titolo “GENESI”. Il progetto di Momò consiste in un grande volume piramidale a forma di tetraedro realizzato con 11.000 cannucce da bibita, versatile famiglia di materiali “plasticosi”. Trasparente e leggerissimo,  autentico miracolo visivo,  racconta e mette simbolicamente  in luce il mondo dell’acqua, custode del sale. Proprio come l’acqua, il sale possiede una struttura cristallina ben precisa  ma, a differenza dell’acqua, che è un tetraedro, la struttura reticolare del sale è cubica.

L’acqua come il sale è indispensabile alla vita, partecipa all’energia degli esseri, è elemento tra i principali costituenti degli ecosistemi ed è alla base di tutte le forme di vita . L’ acqua è cio’ che tutto avvolge e permea, è lo spazio intangibile che tutto unisce, è la sostanza che pervade l’intero universo e che  assorbiamo dall’ambiente circostante attraverso la sete,  necessaria alla vita degli Esseri Viventi.

Gli spazi della Villa ospiteranno anche molteplici iniziative che coinvolgeranno la sfera musicale, artistica e culturale. Durante tutto il periodo della manifestazione si terrà anche una collettiva d’arte dei più importanti artisti madoniti, un laboratorio di fotografia notturna ed altre iniziative culturali. Una volta ultimate, le sculture saranno installate all’interno della miniera di salgemma Italkali, nel museo realizzato in uno spazio all’interno della miniera dove potranno essere visitate.  Dalla collaborazione tra l’Associazione “Arte e Memoria del Territorio” e l’Associazione “Sottosale”, che hanno comunanza di obiettivi e finalità riguardo al concetto di valorizzazione e promozione del territorio, nasce e continua questa manifestazione che metterà alla prova gli artisti con l’utilizzo di un materiale inusuale e difficile da modellare.

Art in the Mediterranean

 

Art in the Mediterranean

Del 22 de Marzo al 21 de Abril de 2013

Enriqueta Hueso 恩里克塔•乌埃索

Galería O+O (Oriente + Occidente)  西班牙“O+O 画廊”(“东西方画廊”)

C/ Francisco Martínez 34- 36 Bajos 46020 Valencia-Spain
Tfnos : 0034- 639990392- 961336449

Inauguración viernes 22 de Marzo a las 20:00 horas

cartel Art in the Mediterranean

UNA MUESTRA CON CUATRO FLANCOS DE ESENCIALIDAD EN LA GALERÍA O+O

La Galería O+O nos presenta una exposición colectiva en su línea habitual: marcada por un cohesivo prurito, por una intención amalgamadora de lo diverso, que queda armonizado y heterogéneo a un tiempo. Si algo hace entroncar a los cuatro discursos plásticos implicados, eso es el deseo comunicativo desde diferentes esencialidades:

Son los trabajos de Momò Calascibetta de un intenso expresionismo, muy en la línea de Otto Dix. Todo queda envuelto por entre una atmósfera de caricaturesca musicalidad en la que se integra lo controvertidamente bello y lo feo sin remisión. Se me antojan los personajes de este artista cercanos a los de El Greco, sí, estarían tironeados de un lado por un cierto manierismo y de otro por el arte pop más jacarandoso: distorsiona Momò las formas, dislocando los sinuosos volúmenes, otorgándonos, finalmente, la esencia connotadora que encierran.

Pinta Albert Sesma la inmediatez de los tiempos a través de un abigarrado cromatismo a su vez envuelto en un halo de fina sugestión que pudiera ser la plasmación del movimiento por el que transcurre la vida con fondo de estatismo. Una bruma de melancolía asola el rostro de los paisajes urbanos o de las personas retratadas. Es Sesma un realista real-maravilloso. Es el suyo un “antoniolopismo-asorollado” que acarrea un guiño de esperanza por vías inusuales.

Entroncando con el tachismo en lo que a búsqueda de las esencias por la senda del mero lance cromático (elemento clave de la pintura) se refiere, mas sin que podamos hablar de un simple juego gratuito, se nos muestran las obras de Juan Carlos Julián. Y es que hay en ellas una expresividad inducida; un drama traslucido a través de las vigorosas emociones a su vez entreveradas por entre la mancha y el color, que harían atracar  las obras de este artista en el puerto del informalismo más arrebatado (un estallido de indignación exaspera plásticamente su toma de postura contra la violencia de género en esta ocasión).

La escultura de Xavier Reventós nos refiere esquematizaciones de la más cotidiana pasión; ensambla rudimentos de impensada fructificación lírico-plástica; las porciones son salvadas de la irremediabilidad y ascendidas a un sublime y cooperado estatus por obra del re-creador, que nos ofrece, al fin, sugerentes esquemas de esencias.

Todos, en definitiva, son artistas hondamente comunicativos, dialogantes y aplicados en la muestra de las particularísimas claves de acceso a los reductos de sus respectivos universos creativos.

Sólo nos queda felicitar a Enriqueta Hueso por este nuevo y sugerente proyecto. 

-Diego Vadillo López-

 

http://www.galeriaomaso.com/   omasoart@gmail.com

MILANO: mostra “Ascanio in Alba” opera del periodo milanese di W.A. Mozart

MILANO: mostra “Ascanio in Alba” opera del periodo milanese di W.A. Mozart.

Ascanio in Alba

 NELL’AMBITO DEL PROGETTO POESIA E FORMAZIONE IN LIVING CARMINA EXPO 2015 

Ascanio in Alba  

opera del periodo milanese di

W.A. Mozart 
scritta da Giuseppe Parini 

Mostra

di disegni, bozzetti e grafiche realizzati dagli artisti

Adalberto Borioli, Momò Calascibetta, Alberto Casiraghi,

Remo Giatti, Luciano Ragozzino, Vincenzo Sorrentino

Archivio Dedalus  

dal 28 marzo 2013 al !3 aprile 2013
Via Pietro Custodi 18 Milano 20136

libretto-catalogo -prefazione del critico musicale Carlo Migliaccio

Immagine
Momò Calascibetta-pastello 2012-Ascanio in Alba-omaggio a Mozart
 Le vicende narrate, siano esse immerse nella notte del Mito, che nel fiume della storia migratoria dell’uomo, modellano continuamente il fondo dei nostri conflitti, le speranze e le utopie del sentimento di umanità. Molto spesso pur- troppo, la nostra condotta d’identità sociale e culturale è dispersiva, confusionaria e a volte rinunciataria, minando così, pericolosamente, quella tensione alla coralità, che la musica, invece, sollecita e ricostruisce in un Pathos dell’appartenenza ai valori di dignità e solidarietà che restano immersi e germinativi nel nostro destino comune.

Il profilo dei personaggi dell’Opera, nelle scelte e nelle azioni svolte, disegna, sempre più compiutamente, l’arco di circa tre secoli del teatro musicale. Il definirsi dei “Tipi umani” si sviluppa costantemente in un continuo dialogo e contrappunto con il paesaggio antropologico del loro modello di scambio e convivenza.

L’ intento è quello di sollecitare l’attenzione per il nostro patrimonio culturale sulla librettistica.

Da qualche parte si voleva cominciare per quest’accensione di fari sul tema dei libretti d’Opera; a seguito di una serie di coincidenze o affinità elettive l’Archivio Dedalusha incrociato sulla strada del suo percorso l’Orchestra Mozartiana alla guida del direttore Aldo Bernardi, presidente dell’ AMI Associazione Mozart Italiana Milano, con un progetto a sostegno della formazione musicale in Italia. La mostra di disegni, bozzetti e grafiche realizzati dagli artisti Adalberto Borioli, Momò Calascibetta, Alberto Casiraghi, Remo Giatti, Luciano Ragozzino, Vincenzo Sorrentino a cura di  Vincenzo Pezzella verrà realizzata nello spazio dell’Archivio Dedalus dal 28 marzo al 13 aprile.

La stampa del libretto Ascanio in Alba rientra nell’alveo delle ricerche e delle proposte delle Edizioni Archivio Dedalus che intendono riaprire nel costume culturale italiano una ringiovanita attenzione allo specifico linguistico di queste opere letterarie. Il volume avrà la prefazione del critico musicale Carlo Migliaccio.

La tiratura per l’occasione sarà di 99 copie numerate.

Il tema della favola di Ascanio e Silvia scritta da Giuseppe Parini e musicata da W.A. Mozart ci permette felicemente di sostenere il desiderio e la necessità di rifondare: “Alba”, un luogo, un territorio affettivo di identità perduta in un progressivo oblio della coscienza del nostro paese spenta da tempo. Oggi non possiamo più tollerare quest’imbarbarimento civile che proviamo a contrastare con progetti di corale creatività sempre più estesi tra le discipline, le risorse autentiche, generose, ad opera di giovani e intellettuali decisi a promuovere un “nuovo rinascimento” della nostra identità nazionale.

DEDALUS

 Ass. Cult. e Archivio di Documentazione della POESIA Contemporanea in VIDEO
Via Pietro Custodi 18 Milano 20136
Da Giovedì 28 marzo a Sabato 13 aprile
orari 10 -13 e 15 -19  tel. +39 0236550497
 info@dedaluspoemvideo.it

www.dedaluspoemvideo.it

Presentación de la 4TH edición de MIAB PORTUGAL 2012

4TH EDITION MADEIRA ART BIENNALE 2012

JUNE 14TH TO JULY 30TH
SANTANA – FUNCHAL – ESTREITO CAMARA DE LOBOS – PONTA DO PARGO
MADEIRA ISLANDS – PORTUGAL
Introdução – Introduction
Ao apresentar a 4ªEdição do MIAB-PORTUGAL 2012,começo por deixar aos participantes
o nosso reconhecimento pela sua disponibilidade, imaginação e interesse no projecto.O
trabalho de hoje,é,a certeza de já amanhã estarmos juntos em Arte,onde,o sonho estimule
em inspiração e sentimento novas fórmulas,novas técnicas,novos materiais…Uma era
renovada,progressivamente mais activa e inovadora.
Um exercício de permutas,partilhas e cumplicidades.33 personagens que recriam jogos de
alma,côres de vivências,formas encantadas,vestidas de linhas ou traços…………Representação
em espaços multi-disciplinares,desfile de emoções,sensualiades e transparências………….
33 propostas do convencional às novas tendências,sensibilidades,rupturas e clivagens…
Projectos que aprenderam a ter voz numa encruzilhada de conceitos estético-plásticos.
Viajem partilhada entre os olhos e a mente, o suster da respiração quando se sente quem nos
observa……….Na atenção,curiosidade e interesse pela sublime tarefa natural da Criação.Digamos
como complemento, um exercício, em que na diferença do resultado é vísivel, de cada um,
o esforço,o tempo de investigação e a humildade anónima mas responsável de quem,simplesmente
cria porque não pode fechar no peito ideias e ideais. Do seu intercâmbio  resulta a renovação
necessária,continuamente ascendente e livre, num voo, na imaginação do  tempo, na solidão
e recolhimento, num cuidado extremo que nunca se extingue,antes se renova em cada nova
peça,nova obra,novo projecto…………..

Manuel Martins Barata
Presidente Fundador
MIAB-PORTUGAL

GUESTS OF HONOUR – CONVIDADOS DE HONRA
PORTUGAL
ADELAIDE BARBOSA
 RICARDO PASSOS
SPAIN
ART CURATOR FOR SPAIN AND ITALY
ENRIQUETA HUESO MARTINEZ

PILAR PALOMARES
SALVALORÉN
 

ITALY
ADRIANO MARALDI
MOMÒ CALASCIBETTA

PARTICIPATING ARTISTS – FINAL APPROVED LIST

PORTUGAL

CARLOS GODINHO, CARLOS MOTA, FERNANDO d’F. PERREIRA, GUARETA COROMOTO, ALBERTO DOS SANTOS, LUZ HENRIQUES, PAULO DAMIÃO, RIC NAGUALERO, ROSA PEREIRA, RÚBEN FREITAS.

SPAIN
ART CURATOR FOR SPAIN AND ITALY 
ENRIQUETA HUESO MARTINEZ
ALBERT SESMA, CONSUELO FONT, DANIEL RAMOS, ENCARNACÍON DOMINGO, ENRIFORTIZ,   ENRIQUETA HUESO, GUILLERMO FERNÁNDEZ-DÍEZ, INÉS RAMSEYER,
JUAN ANTONIO GASPAR, MARIANO LUQUE, MARTA MARTÍNEZ, PACO SANCHO, SUSO CAMUÑAS, YVO LÁZARO.
ITALY

POLAND

MARIOLA LANDOWSKA